Amare la pazienza

Cos’è la pazienza?

È una qualità rara e indispensabile.

La parola “pazienza” deriva dal latino “patiens” participio presente di “pati”, cioè soffrire, sopportare.

La pazienza è la tranquilla sopportazione di ogni difficoltà, imprevisto, avversità e disagio.

È la straordinaria capacità di mantenere saldo il proprio equilibrio.

È la volontà di godersi comunque e in ogni caso anche il viaggio.

È l’impegno nel serbare la propria stabilità.

È il riuscire a seminare per poi cogliere i frutti.

È il saper attendere e aspettare che qualcosa accada.

È il muoversi lentamente mentre il tempo corre.

È sperare che smetta di piovere perché possa uscire il sole.

È la certezza che prima o poi raccoglieremo sicuramente qualcosa di buono.

La nostra pazienza risiede nella capacità di affrontare le sfide della vita.

Quanto siamo pazienti?

Forse sempre troppo poco.

Crediamo di essere in grado di gestire la nostra pazienza, ma in realtà vogliamo tutto e subito.

Abituati al correre, alla connessione continua, agli stimoli eccessivi, alla stanchezza, siamo proiettati a non essere pazienti.

Il tempo passa velocemente, sfugge via, alimentando la nostra impazienza.

Eppure ci sono cose che non dipendono da noi, ci sono circostanze che per evolversi hanno bisogno del loro tempo.

E il come viviamo quel tempo di attesa, che fa la differenza.

Riuscire a creare quella tranquilla sopportazione che ci fa essere pazienti è indispensabile, perché è proprio in quella tolleranza, che si svolge parte della nostra vita.

Più siamo in grado di saper attendere con tranquillità, più siamo in grado di costruire passettino dopo passettino il nostro futuro, godendoci il qui e ora, più saremo in grado di vivere davvero.

Nulla accade per caso, lungo il percorso della nostra vita, ogni cosa che avviene porta con sé un enorme significato, ma per scoprirlo dobbiamo avere la pazienza di codificarlo.

Dobbiamo avere il coraggio di guardarci dentro, dobbiamo comprendere le nostre paure, dobbiamo analizzare i segnali che ci indicano la strada.

E proprio in quell’attesa, in quel viaggio meraviglioso fatto anche di sacrifici e sofferenze, che noi maturiamo davvero.

Poco importa se ci vorrà tempo, poco importa se dovremmo impegnare tutte le nostre energie, sarà ciò che diventeremo che ripagherà la nostra pazienza.

Essere pazienti significa non accontentarsi, ma costruire con determinazione e volontà il proprio benessere, iniziando a star meglio già durante il cammino verso la nostra felicità.

È nel percorso stesso che dobbiamo vivere comunque con piacere.

Ci vuole pazienza e perseveranza per costruire i propri talenti.

Ci vuole pazienza e costanza per raggiungere i propri obiettivi.

Ci vuole pazienza e coraggio per superare le proprie sfide.

 Ci vuole pazienza e fermezza per creare la propria pace.

La pazienza è lottare con gioia e fiducia, senza la triste rassegnazione.

Se osserviamo la natura, possiamo cogliere tutta la sua pazienza.

Dal susseguirsi delle stagioni, dalla creazione di ogni forma di vita, ogni cosa si evolve con pazienza e amore.

  Già perché l’amore per se stessi, per gli altri per tutto ciò che ci circonda, ci aiuta a essere pazienti, a sopportare anche il dolore.

È l’amore che ci fa vivere ogni cosa in maniera differente, è l’amore che illumina la vita.

È l’amore, il dono più bello che possiamo farci.

Come possiamo dunque essere pazienti?

Ascoltando il nostro cuore nella sua semplicità.

Evitando di entrare nei vortici della nostra mente che generano pensieri e paure.

Lasciando scorrere.

Imparando a sopportare irrobustendo il nostro essere più profondo.

Scegliendo sempre e comunque la nostra tranquillità e il nostro benessere anche e soprattutto nelle sfide che la vita ci riserva.

Conoscono bene la pazienza i genitori, la donna incinta, chi ha a che fare quotidianamente con la gente, chi è il paziente di un dottore.

La nostra vera forza risiede nella nostra capacità di saper essere pazienti.

Che cosa vuoi che siano un insieme di giorni, di mesi, di anni considerandoli in una vita intera?

Eppure a volte quei giorni, mesi, anni, appaiono infiniti, perché non riusciamo ad essere pazienti.

 Ogni cosa meravigliosa deve avere il suo tempo.

Io credevo di essere paziente.

Il mio lavoro, il mio essere mamma, la mia vita, nonostante le scadenze e le difficoltà, credevo che avessero forgiato in me la pazienza.

 Mi sbagliavo e in questo periodo più che mai me ne accorgo.

È facile ritrovarsi pazienti con tempi comunque circoscritti e difficoltà sopportabili.

La nostra vera pazienza emerge quando si scontra con la nostra serenità, quando modifica inevitabilmente le nostre abitudini, quando ci tocca l’anima.

Perché improvvisamente ci si ritrova impazienti ad attendere qualcosa che non possiamo minimamente controllare.

Ho abbracciato la pazienza, ho scoperto il mio benessere.

Attendiamo con fiducia, attendiamo con sopportazione, attendiamo con speranza.

È in quell’attesa che viviamo tutto il nostro cambiamento, che conosciamo tutta la nostra capacità di essere pazienti, tutta la nostra straordinaria potenza.

Per vivere ci vuole tanta pazienza.

Dobbiamo coltivare in noi la pazienza di capire, di lasciar andare, ma lo dobbiamo fare con amore.

Impariamo quindi a creare la nostra resilienza.

Impariamo a costruire davvero il nostro coraggio.

Costruiamo la nostra forza.

Non pretendiamo tutto subito, ogni cosa deve avere il suo tempo, ogni cosa deve maturare e far maturare.

Allontaniamo la fretta dal nostro cuore.

Impariamo a cogliere tutta la ricchezza del nostro essere più profondo iniziando ad amare la pazienza.

Tu come vivi la pazienza?

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3 AZIONI PER AMARE LA PAZIENZA:

  • Accettare tutto ciò che non possiamo cambiare.
  • Attendere con coraggio.
  • Mantenere saldo il proprio equilibrio e la propria tranquillità.

3 ERRORI DA EVITARE PER AMARE LA PAZIENZA:

  • Volere tutto e subito.
  • Perdere la fiducia.
  • Non cogliere tutti i segnali che ogni sfida possibile ci dona.

 

 

Buon proseguimento di giornata.

Vivi le emozioni del tuo cuore, ascolta le sue parole d’amore, e che siano urlate, sussurrate, scritte, pensate, bisbigliate, dette o non dette, l’importante che siano

 

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@kateandnik