Amare l’ottimismo

 

Nella vita ci capitano momenti complessi, situazioni da risolvere, difficoltà da combattere, ma il come scegliamo di affrontare le nostre sfide determina il nostro benessere.

Scoprire le opportunità meravigliose in ogni fallimento, intravedere uno spiraglio di luce in un tunnel buio, credere con fiducia e speranza che andrà tutto bene, è tipico di chi vive con ottimismo.

Essere ottimisti non significa vedere tutto bello, stupendo, fantastico quando invece non lo è.

Essere ottimisti significa saper comprendere benissimo le difficoltà della vita ma scegliere di affrontarle con positività e coraggio.

Significa non abbattersi, non permettere a niente e nessuno di intaccare il nostro benessere e la nostra tranquillità.

La positività e l’ottimismo sono valori fondamentali per la nostra felicità.

Essere ottimisti è una scelta.

Non è facile essere ottimisti, ma è possibile.

Con i bombardamenti mediatici, con la cultura del lamento, con l’inclinazione a ricercare sempre cosa ci manca, tendiamo a non vivere con positività la nostra vita.

Osserviamo chi cerca di vivere con entusiasmo in maniera diffidente, anzi a volte anche compiacente, convinti che nel nostro pessimismo noi sappiamo già come vanno a finire certe cose.

Conosciamo i segnali, sappiamo che in fondo non ci sono speranze, che è difficile cambiare strada, rivedere le proprie abitudini e non coltivando l’ottimismo, sabotiamo il nostro stesso benessere.

E poi c’è chi è pessimista per scelta, perché ha paura della delusione, non vuole illudersi, non vuole credere, magari un pochino ci spera, ma non abbastanza.

Eppure in quell’attesa, in quel modo di codificare la realtà, la nostra vita scorre e non la viviamo con il sorriso.

Effettivamente sorridere pare semplice, forse per abitudine, forse perché le persone che ci circondano si aspettano i nostri sorrisi e noi sorridiamo, ma come stiamo realmente, è difficile spiegarlo.

Dovremmo fare come i bambini, che si lasciano entusiasmare con poco, che vivono con genuina speranza, che riescono a sorridere con il cuore e mai per apparenza.

Impariamo a cogliere da loro la gioia della scoperta, la voglia di riprovare sempre e comunque, nonostante le cadute, nonostante gli errori, nonostante i no ricevuti.

Dovremmo capire il loro ottimismo, il loro vivere nel presente, senza tempo passato da dimenticare o tempo futuro da pianificare, nella purezza dell’essenza umana, senza nient’altro.

Ma per farlo, dovremmo riscoprire noi e abbracciare la nostra consapevolezza, eliminando i pregiudizi, i preconcetti, le nostre convinzioni, le nostre paure.

È la nostra mente che vede la realtà, più che i nostri occhi.

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Amare la comunicazione

La comunicazione è un argomento affascinante e ricco, è un meccanismo incessante dal quale è impossibile sottrarsi.

Nella nostra esistenza cambiamo i modi di comunicare, ma manteniamo sempre l’obiettivo di esprimerci, di raccontare noi, i nostri valori, le nostre idee, i nostri bisogni.

È impossibile non comunicare.

Siamo sommersi nella comunicazione.

Il nostro corpo, i nostri abiti, le nostre parole comunicano al mondo la nostra persona.

I nostri sguardi riescono a esprimere i nostri stati d’animo, a creare o abbattere muri, a esternare tutte le nostre emozioni.

Solo attraverso gli occhi si comunica davvero.

La nostra mente comunica con il nostro “io” profondo, continuamente.

La comunicazione è parte del nostro quotidiano.

Già perché comunicare, è rendere comune, far conoscere, trasmettere, scambiare informazioni, collegarsi, far sapere, divulgare, diffondere.

Ciò che mettiamo in comune siamo noi con il nostro passato e le nostre convinzioni, con le nostre care abitudini e le nostre paure.

La comunicazione è uno scambio di stimoli e risposte, di reazioni ed effetti.

Essendo così importante “cosa” comunicare, dobbiamo fare attenzione a “come” scegliamo di farlo.

Dobbiamo comprendere lo straordinario potere di ciò che trasmettiamo agli altri.

Dobbiamo avere la piena consapevolezza della nostra persona e delle conseguenze delle nostre scelte.

Saper comunicare è un’arte.

I grandi comunicatori comunicano emozioni.

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@kateandnik